Con un vestito color porpora ed una rosa bianca tra i capelli, il premio nobel per la pace, Aung San Suu Kyi ha fatto il suo ingresso in Parlamento insieme ad altri deputati della Lega Nazionale per la Democrazia.

Oggi, mercoledì 2 maggio, Auug San Suu Kyi è entrata in Parlamento prestando il suo giuramento da deputato con il quale promette di “salvaguardare” la Costituzione. Dal 1° aprile, giorno delle elezioni parziali fino a qualche giorno fa Suu Kyi aveva preso la decisione di non giurare in quanto nel testo del 2008 si chiedeva di “rispettare” la Costituzione e non  di salvaguardarla.

 La storia di Aung San Suu Kyi è tornata alla ribalta grazie anche all’ uscita del film di Luc Besson “The Lady”, nel quale si racconta la vita di questa leader dissidente  costretta a dividersi tra l’ amore per la famiglia e l’ amore verso il suo paese.

La sua vita è stata sempre travagliata fin da piccola. Suo padre, il generale Aung San, fu ucciso nel 1947 da avversari politici dopo aver negoziato l’ indipendenza della nazione dal Regno Unito. Trascorse gli anni dei suoi studi ad Oxford per poi spostarsi a New York nel 1972, iniziando a lavorare con le Nazioni Unite e dove conobbe il suo futuro marito. Nel 1988 decise di tornare in Myanmar per accudire la madre gravemente malata, e proprio in quegli anni il generale Saw Maung instaurò il suo regime militare presente ancor oggi.

Il 27 settembre 1988 fondò la Lega Nazionale per la Democrazia, influenzata dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi sulla non-violenza. Subito dopo fu messa agli arresti domiciliari con la concessione di poter lasciare il paese. Chiaramente Suu Kyi rifiutò sapendo che non gli sarebbe stato permesso di tornare. Da allora la sua vita è stata caratterizzata da questa situazione di esilio in casa propria, dove il governo militare concedeva più o meno libertà d’ azione,  soprattutto a seguito di pressioni da parte delle  Nazioni Unite all’ inizio degli anni 2000. Nel 1991 le è stato conferito il Premio Nobel per la Pace che fu ritirato dal marito e dai figli. Mentre l’ anno prima la sua LND aveva vinto le elezioni indette dal governo militare che annullò il voto popolare prendendo il potere con la forza, non permettendo a Aung San Suu Kyi di diventare Primo Ministro. Nel 2007 le fu concesso di incontrare un esponente nominato dalla giunta militare per avere un confronto con l’ opposizione e nel 2009 fu nuovamente condannata ai lavori forzati per una violazione degli arresti domiciliari. Il 13 novembre 2010 è stata liberata.

Al giorno d’ oggi la fama di Suu Kyi ha raggiunto ogni angolo del mondo, portando a conoscenza la forza di questa donna dal viso dolce e gentile che è riuscita a tenere testa al governo militare. Un altro leader dissidente che con la non-violenza ha fatto un pezzo di storia.

Annunci