India, il mio primo volo

Non avevo paura di volare, anche se non l’ avevo mai fatto, avevo piu paura di cosa avrei trovato all’ arrivo. Non conoscevo nulla dell’ india o quasi. Per me l’ India era quella descritta da Kipling nel suo “Libro della giungla” o in “Kim”, una natura incontaminata abitata da tigri, elefanti, pantere, incantatori di serpenti, santoni e maghi…

Dopo un piacevole viaggio, con una delle migliori compagnie aeree del mondo, dopo aver fatto scalo a Dubai arriviamo a Delhi. Sono in compagnia di mio fratello e di altri 2 turisti italiani che devo ancora conoscere. Fuori dall’ Indira Gandhi national airport c’ è la nostra guida ad aspettarci. Il primo contatto con la città è abbastanza sconvolgente. Senza la protezione dell’ aria condizionata dell’ aereoporto i sensi vengono aggrediti e storditi da profumi e odori intensi, umidità avvolgente, un mare di persone urlanti che cercano di aiutarmi con i bagagli, macchine che strombazzano con i loro clacson, risciò portati a mano o trainati da animali ed anche le famose mucche sacre che per la loro calma contrastavano con tutto il resto.

La permanenza, purtroppo, è solo per una decina di giorni nei quali ho visitato Nuova Delhi, Jaipur, capoluogo del Rajasthan, e Agra. Arrivati in hotel, notai subito il contrasto che caratterizza questa nazione. Si possono osservare alberghi di super lusso edificati in zone particolarmente povere e circondati da slum.

La visita della città inizia dal quartiere di Old Delhi, il cuore autentico dell’ antica capitale moghul. Attraversando Chandni Chowk, la via dell’argento, piena di bazar, gioiellerie e negozi vari si arriva al Red Fort chiamato così per il colore rosso dell’arenaria utilizzata per costruirlo.Vi si accede attraverso il Lahore Gate. Costruito nel 1638 d.C. per volere dell’imperatore Shah Jahan.

Da qui ci dirigiamo verso la Jama Masjid, facendoci strada tra risciò a motore,carretti, traballanti elefanti e fameliche mucche sacre, e incantatori di serpenti che incantano più i turisti chiedendo qualche rupia in cambio di foto con cobra e pitoni. Anch’essa fatta costruira da Shah Jahan, terminata nel 1658, è una delle moschee più grandi di tutta l’ India  con le sue 3 porte, 4 torri ai lati e i 2 minareti di 40 metri.A est del forte troviamo il parco del Raj Ghat dove, al suo interno, una piattaforma di marmo nero ricorda il luogo dove fu cremato Gandhi.

Spostandoci verso la New Delhi si nota subito il cambiamento immergendosi in un’ atmosfera più english. A est e a sud di New Delhi troviamo i resti degli antichi insediamenti. La tomba di Humayun, fatta edificare dalla moglie Haji Begum tra il 1562 e il 1571, è un’esempio di sintesi di fra architettura persiana e indo-musulmana, con la cupola che ricorda quella del Taj Mahal.

Un altro luogo di forte interesse storico è il complesso del Qutab Minar. Per celebrare la vittoria di Qutbuddin sulla supremazia indù nel 1193 fece erigere la torre-minareto del Qutab Minar, alta oltre 70 metri. Intorno, tra alberi e cespugli, si scoprono altri monumenti tra cui la colonna di ferro del IV secolo che non presenta tracce di ruggine nonostante la sua esposizione alle intemperie.

Lasciamo la capitale per dirigergi a Jaipur, capoluogo del Rajasthan. Il viaggio percorso a bordo di un pulmino è abbastanza piacevole. Abbandonato il caotico centro città, ci si immerge in un panorama ricco di colori vivi che caratterizzano un paesaggio piu rurale.Superiamo mandrie di cammelli, elefanti e piccoli villaggi. Prima di arrivare a Jaipur facciamo tappa nella città di Amber. Qui in sella ad un elefante saliamo le scalinate dell’ Amber Fort. Un capolavoro dell’ architettura militare rajput situato su un colle che si specchia su un lago, dove si possono visitare templi e appartamenti decorati con mosaici e specchi. Passiamo la notte nella cittadina di Samode, pernottando in un bellissimo palazzo del 1600 appartenente ad un Rajput ed ora trasformato in hotel.

Entriamo a Jaipur, i palazzi e le mura della città costruite in arenaria rosa le danno l’ appellativo di città rosa. Il palazzo principale è il Hawa Mahal, “Palazzo dei venti” composto da un’unica facciata, che fa parte del City Palace, dietro la quale le donne spiavano la vita di strada. Un altro luogo da visitare è il Jantar Mantar, l ‘ osservatorio astronomico costruito nel 700 dal sovrano Jai Singh II.

La tappa seguente è la città della vittoria, Fatehpur Sikri. La costruzione di questa città fu voluta da Akbar nel 1571 ed è un tipoco esempio di città murata moghul. Lo stile architettonico richiama sia l’arte indù che quella islamica. Nel 1585 la capitale fu abbandonata e trasferita a Lahore a causa della mancanza d’ acqua e per avere un miglior controllo dell’ esercito impegnato in campagne militare per la conquista del nord.

Come ultima tappa ci regaliamo la visita ad Agra con il suo Red Fort e con il famosissimo Taj Mahal. Sulle rive dello Yamuna sorge imponente uno dei monumenti più conosciuti al mondo. Percorrendo due lunghi viali circondati da vasche si arriva alla base quadrata dove si erge il Taj Mahal. Questo mausoleo dall’ apparente forma ottagonale, sormontato da una cupola di oltre 40 metri è stato edificato per volere dell’ imperatore Shah Jahan in memoria dell’ amatissima moglie Mumtaz Mahal, morta di parto dopo avergli donato quattordici figli. Dal 1653 ad oggi sono numerosissimi i visitatori che vengono ad ammirare questo gioiello di marmo bianco arricchito da pietre preziose incastonate nel marmo stesso. Non serve descrivere la grandiosità di certi monumenti, ma basta semplicemente ammirarli per capire la capacità dell’ uomo fin dove può spingersi. Il sole inizia a tramontare, ricordandomi che il mio viaggio si sta concludendo, ma prima mi regala dei giochi di luce che colorano il bianco marmo del Taj di un rosso acceso che si riflette sulle calme acque dello Yamuna.                                                                                                                                                        Il mio viaggio purtroppo finisce qui, ma sta arrivando il tempo di tornare a visitare questo paese….          e intanto vi lascio con questa cartolina

 

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